AHA TORO al J con Tiziana Costantini

21 Luglio 2009

Andrea Bartolini
Barman del J
usa prodotti ilTequila originale
ha realizzato il drink
BOTANICAL MARGARITA
ingredienti
1 cl. di succo d’arancia
2 cl. Triple sec
5 cl. di Tequila Aha Toro
1 cl sc. zucchero
Base
1/2 lime
1 spicchio d’arancia
2 lamponi
finocchio selvatico q.b.
pestare la base
e aggiungere ghiaccio
shakerare e filtrare due volte

Uscita 15

4 Maggio 2009

Ora dal Messico anche… Ron Macambo

16 Febbraio 2009

Ron Mocanbo

9 Dicembre 2008

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Ron Mocambo Anejo Edicion Anniversario
Rum Solera Anniversario
10 anni di invecchiamento
Colore Ambra scuro con riflessi dorati, aroma
complesso con vivaci note di spezie Caraibiche
Bottiglia esclusiva anniversario
Regione:Cordoba (Caribe) - Messico
Contenuto: 700 ml
Gradazione: 40%

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Ron Mocanbo Anejo Edicion de arte
Rum Super premium 20 anni
Invecchiato 20 anni in single barrel
Rum di gran corpo dal carattere elegante,
sapore extra fine e molto persistente in bocca
Ogni bottiglia ricoperta di fibre vegetale è una piccola opera d’arte
Regione: Cordoba (Caribe) - Messico
Contenuto: 500 ml
Gradazione: 40%
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Il Tequila “brilla di luce propria”!

14 Novembre 2008

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Da sempre la tequila è ritenuta un dono degli dei agli atzechi e chissà che non sia proprio vero infatti alcuni ricercatori messicani sono riusciti ad ottenere dei diamanti dal prezioso distillato, sintetizzando una miscela di acetone, etanolo, metanolo.

Più di dieci anni fa alcuni fisici messicani sono riusciti a produrre diamanti sintetici utilizzando innanzitutto metano come materia prima mentre più tardi hanno poi scoperto che con il mix composto al 40% da etanolo e al 60% da acqua, più o meno la stessa proporzione presente nel tequila, si potevano ottenere simili risultati.

Gli autori di questa ricerca, che ha coinvolto alcune università messicane, hanno ottenuto, attraveso questo procedimento, dei diamanti a forma di pellicola, l’unico problema è che sono piccoli, talmente minuscoli che non sono visibili neppure ad occhio nudo. Quindi non si tratta di “gioielli preziosi” ma di composti che potrebbero ritagliarsi il loro spazio nell’ambito dell’elettronica potendo forse essere utilizzati un giorno come surrogato di silicio nei chip dei computer.

In ogni caso si tratta di una scoperta che ha dell’incredibile, sottolineano i ricercatori, e poi i diamanti così prodotti dal Tequila Artesanal  ricavato dall’agave azzurro, pianta endemica messicana ha dato casomai ne avesse bisogno maggior lustro a questo nobile distillato.

Già da molti anni la Key Trade importa i preziosi Tequila Artesanal 100% agave azul che già di per sè rappresentano sia per il packging che per il contenuto deille vere e proprie “chicche” della distillazione, e quindi alla luce di questa nuova scoperta scentifica da oggi possiamo asserire che il Tequila “brilla di luce propria”!

Vi invitiamo a visitare quindi la “gioielleria” per eccellenza: iltequila.com

Antonella

Mojito Maya e Lady Tequila con il Tequila Artesanal

28 Ottobre 2008

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Gianni Lorenzetti
Chalet La Bussola
Civitanova Marche

Mojito Maya

- Nettare di agabe
- Lime fresco
- Tequila De Los Dorados blanca
- Soda
- Menta

Lady Tequila

- Tequila 100% agave azul
- Nettare di Agabe

Il Tequila Originale

28 Ottobre 2008

AHA TORO ANEJO

tw.jpgTequila artigianale
100% Agave Azul T.W.
Anejo
Invecchiamento 2 anni in barili di rovere
Colore ambra scuro
Sapore soave, generoso
Bottiglia in vetro soffiato realizzata a mano
Regione: Los Altos de Jalisco (Messico)
Contenuto: 700 ml
Gradazione: 40%

AHA TORO REPOSADO

tr.jpgTequila artigianale
100% Agave Azul T.W.
Reposado
Invecchiamento 12 mesi in barili di rovere
Bottiglia in vetro soffiato realizzata a mano
Regione: Los Altos de Jalisco (Messico)
Contenuto: 700 ml
Gradazione: 40%

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IL NETTARE DI AGAVE MOLINO REAL

28 Ottobre 2008

La pianta di Agave Azul del Tequila genera un altro straordinario prodotto tradizionale in Messico e per la prima volta disponibile in Italia: IL NETTARE DI AGAVE. Si tratta di un dolcificante naturale di color miele dalle qualità eccezionali.
Il  Nettare di Agave Molino Real è un prodotto dolcificante naturale a bassissimo indice glicemico. Esso è stato certificato FED negli USA come prodotto adatto per diabetici.
Il rischio concreto del diabete latenteDobbiamo essere coscienti del rischio concreto del diabete latente per tutte le popolazioni degli Stati più sviluppati e per quelle di molti stati in via di sviluppo.
Chiari i fattori di rischio che dovrebbero metterci in allarme:
a) il soprappeso, che già da solo comporta una variazione dei valori della nota glicemia.
b) ma anche il semplice accumulo di grasso addominale associato alla sedentarietà, causa altresì di problemi di circolazione conseguenti alla mancanza di moto.
c) il fumo, anche passivo
II soprappeso è conseguenza evidente dell’enorme possibilità per coloro il cui lavoro è strettamente collegato all’alimentazione di potersi cibare in ogni momento, non solo per fame ma anche per verifìcare e controllare quanto si sta preparando, avendo comunque scorte abbondanti a disposizione. Il grasso addominale deriva con evidenza anche dalla mancanza di moto, ovvero altresì con la posizione in piedi che l’operatore mantiene nel suo lavoro. Il fumo, pur proibito, è comunque una situazione difficilmente ciscoscrivibile, perché sappiamo bene che non si fuma in sala da pranzo, ma subito fuori dalla cucina i mozziconi non si contano, e nel miglior dei casi si è vittime ravvicinate di chi il vizietto non ha alcuna voglia di perderlo. Accanto al diabete conclamato che, ahimè, trascina con sé successive importanti problematiche cardio-circolatorie, abbiamo un rischio silenzioso poiché la persona non se ne accorge non avvertendo alcun sintomo. Questa situazione è caratterizzata dalla presenza contemporanea di almeno tre delle seguenti condizioni:
* obesità addominale;
* trigliceridi elevati;
* colesterolo HDL (quello buono,per intenderci) ridotto;
* ipertensione;
* alterata tolleranza glucidica a digiuno.
Precisazioni e consigli
Lo zucchero presente nell’organismo proviene dal fegato e dal cibo ingerito. Per questo è indispensabile, per tenere sotto controllo la glicemia, fare attenzione a ciò che si mangia. La cosa migliore è seguire una dieta varia ed equilibrata con una buona presenza di fibre che, insieme ai grassi, ritardano l’assorbimento di zuccheri. Le cinque porzioni al giorno di frutta e verdura, consigliate dai dietologi sono perfette anche per prevenire, e curare, il diabete, da limitare solo la frutta molto zuccherina come banane, cachi, fichi e uva. Attenzione ancora alla quantità dell’olio, che sia extra vergine in assoluto, massimo tre cucchiai al giorno. Da ridurre, il più possibile le bevande gasate e zuccherate, il dolce è permesso solo in piccole dosi e preferibilmente dopo il pasto, comunque saltuariamente.
E poi, ma prima di tutto: muoversi. Un’attività fìsica costante è indispensabile per la prevenzione dell’instaurarsi del diabete. Un moderato esercisio fisico abbinato alla dieta consente di smaltire più velocemente i depositi di grasso sull’addome. Si può cominciare semplicemente a passeggiare a passo svelto per almeno trenta minuti al giorno, un appuntamento minimo ma quotidiano. Dopo un mese, sentendoci più tonici e coinvolti nel programma di benessere generale, si potrà affiancare un’altra mezz’ora dì attività più impegnativa:bicicletta, step, nuoto, tapis roulant…
Tenete presente che il diabete è una malattia che porta facilmente alla depressione, alla malinconia, e stare meglio, più in forze, più disponibili, darà uno slancio nuovo e diverso al proprio lavoro. Tutto questo sicuramente permetterà di raccogliere maggiori soddisfazioni e darsi nuovi obiettivi sul lavoro e in famiglia. Non è male e non è poco, vero?
Come prevenire il diabete
Numerosi studi hanno dimostrato come il metodo migliore per prevenire e curare l’instaurarsi del diabete, partendo da una condizione latente, consista nel correggere le abitudine di vita e, più precisamente, nel praticare una regolare attività fisica e nel seguire una dieta dimagrante non troppo restrittiva ma costante. Anche smettere di fumare è fondamentale per disintossicare l’organismo e regolarizzare la glicemia. I farmaci, invece, non servono per il diabete latente, ma solo per quello già accertato.
Possibili rìschi
Se il diabete latente non viene riconosciuto e curato, gli zuccheri restano in circolo nel sangue: le cellule di conseguenza no ricevono nutrimento ed energia. L’organismo, a questo punto, è costretto ad utilizzare i grassi per produrre l’energia di cui ha bisogno. La combustione di questi, in assenza di glucosio, determina la produzione dei cosiddetti corpi che tonici, sostanze che intossicano l’organismo. Inoltre, a (ungo andare, l’eccesso di glucosio può provocare danni a carico dei reni, dei vasi sanguigni, dei nervi e della retina. Per fare un esempio semplice e terra terra, molto comprensibile: immaginate di mettere dello zucchero nel motore della macchina insieme alla benzina (che in questo caso si potrebbe assimilare al nostro sangue): chiunque conosce i danni che si arrecano agli ingranaggi del motore. Non bisogna poi dimenticare che il diabete è spesso correlato alle malattie cardiovascolari, causa, infatti, l’invecchiamento precoce delle arterie, inoltre può contribuire a peggiorare le alterazioni dei livelli dei grassi nel sangue e rendere ancora più pericolosi altri disturbi come l’ipertensione e l’obesità.
Gli esami indispensabili
Tutte le persone adulte dovrebbero sottoporsi una volta all’anno agli esami del sangue e delle urine. Le indagini più utili sono la glicemia a digiuno e la curva da carico.
1) la glicemia a digiuno: se è inferiore o uguale a 100 mg/dl il soggetto è normale. Se è compresa fra 101 e 125 si parla di “alterata glicemia a digiuno”, se supera i 125 mg/dl in più volte, si parla di diabete conclamato;
2) curva da carico: dopo almeno tre giorni di dieta libera, il soggetto deve assumere il mattino a digiuno 75 g di zucchero in acqua. Dopo due ore si preleva il campione di sangue. Se la glicemia è inferiore od uguale a 140 il soggetto si considera normale. Se il valore è compreso fra 140 e 199 si parla di alterata tolleranza glucidica. Se supera 199 si parla di diabete mellito conclamato.

te.jpgSQUEEZABLE 500 ML

DOLCIFICANTE NATURALE AD ELEVATO CONTENUTO DI FRUTTOSIO, E BASSO INDICE GLICEMICO.

Ingredienti: Nettare di Agave Azul puro
Contenuto: 500 ml
Pratica bottiglia squeezable anche da 250 ml

teq1.jpgSYRUP RUSTICA 7 OZ

DOLCIFICANTE NATURALE AD ELEVATO CONTENUTO DI FRUTTOSIO, E BASSO INDICE GLICEMICO.

Ingredienti: Nettare di Agave Azul puro
Contenuto: 207 ml

tequ1.jpgSYRUP RUSTICA 20 OZ

DOLCIFICANTE NATURALE AD ELEVATO CONTENUTO DI FRUTTOSIO, E BASSO INDICE GLICEMICO.

Ingredienti: Nettare di Agave Azul puro
Contenuto: 568 ml
Originale bottiglia in vetro soffiato

PULQUE E MEZCAL: “PARENTI” DEL TEQUILA

28 Ottobre 2008

l Pulque è una bevanda alcolica di colore ambrato chiaro che si beve solo in Messico e si ottiene da una pianta grassa che si chiama Agave. Questa non è la pianta di Agave Azul con cui si produce il Tequila. Essa è una pianta di Agave di famiglia diversa, l’Agave Manso. Il Pulque è fatto con l’agave Manso (ce ne sono 17 forme differenti) tramite la fermentazione del succo dolciastro estratto direttamente dalla pianta. Esso viene realizzato con la pura fermentazione del mosto dell’agave senza alcun processo di distillazione.
Tradizionalmente in Messico il Pulque è una bibita rituale e molto antica. Esso rappresenta l’avo del Tequila e del Mezcal. Le sue origini risalgono al periodo Atzeca e contraddistinguono le origini mistiche e leggendarie del Tequila.
Gli spagnoli del 1600 importarono in Messico la tecnica della distillazione con la quale nacque il Tequila. La materia prima (mosto fermentato di buon grado alcolico) da distillare che utilizzarono inizialmente fu proprio il Pulque. È dal Pulque che nacque il Mezcal (quale mero distillato del Pulque). Successivamente, dal 1700, si arrivò al Tequila quale prodotto assolutamente distinto dall’originale Mezcal, allorquando furono selezionate le migliori piante di agave (la famiglia Agave Azul) esclusivamente usate per questo prodotto eccelso.

Il Mezcal è un distillato che si ottiene da diverse varietà di agavi, non solo dalla Agave Azul Tequilana Weber che si usa esclusivamente per fare il Tequila. Delle volte il Mezcal viene fatto anche utilizzando altre piante selvagge diverse dalla categoria delle agavi. Normalmente il Mezcal si ottiene con una unica distillazione (anche se ci sono Mezcal prodotti con doppia o tripla distillazione), mentre per il Tequila obbligatoriamente ne servono sempre due.
A seconda delle zone o regioni dove viene tradizionalmente prodotto il Mezcal assume denominazioni diverse e molto antiche: si chiama Bacanora quello prodotto in Sonora, Xabentun quello prodotto in Yucatan, Charanda quello prodotto in Michoacan, Sotol quello prodotto in Chihuahua, Comiteco quello prodotto in Chiapas, infine, Mezcal quello prodotto in Oaxaca.
Gli aspetti organolettici e sensoriali che caratterizzano il Mezcal, probabilmente a causa delle diverse materie prime utilizzate e del processo di lavorazione meno raffinato rispetto a quello del Tequila, hanno connotati che lo rendono più aggressivo e con costanti percezioni di affumicato che lo tipizzano specialmente.  Il suo colore è normalmente cristallino, anche se vi sono in commercio versioni ambrate e invecchiate dai colori bruni.
Il fatto che il Mezcal può essere fatto anche con la sola pianta di Agave Azul Tequilana Weber, proprio la stessa del Tequila, coltivata tuttavia fuori dalla zona di denominazione di origine del Tequila, fa comprendere un importante e basilare distinguo tra i due prodotti:. il Tequila certamente è un tipo di mezcal (senz’altro quello più raffinato) ma il mezcal non può mai essere un Tequila.
Il miglior Mezcal è certamente quello 100% Agave.
Recentemente, ad inizio 2006, è iniziato in Messico un percorso di regolamentazione normativa e procedimentale del Mezcal, come prodotto anch’esso a denominazione di origine. Un po’ quello che si è verificato nel corso degli anni ’90 per il Tequila. La pianta di Agave ritenuta degna, dunque unica, del Mezcal Doc è risultata l’Agave Espadin. La zona di denominazione di origine scelta è stata quella di Oaxaca (ossia la zona a maggior tradizione mezcalera del Messico, si veda la cartina). Oggi, proprio a seguito dell’ordinamento generatosi nel mondo dei Mezcal, il prodotto migliore è senz’altro rappresentato dal Mezcal 100% Agave Espadin (ossia il prodotto puro di Agave Espadin).
Tipicamente e tradizionalmente il Mezcal più noto viene imbottigliato con il “gusano”, ossia con il verme/larva che la stessa pianta di agave produce. Il verme può essere bianco o rosso. Il bianco è il più apprezzato. Nelle piantagioni di agave da mezcal, i vermi vengono allevati insieme alle piante. Nelle piantagioni di agave da Tequila, se una pianta tiene un verme essa è considerata non buona. Il tequila non ha mai il verme nella bottiglia.cartina.jpg
Il verme nel Mezcal non ha doti afrodisiache. La tradizione vuole che il verme venga messo nel Mezcal per enfatizzare il sapore della pianta, perché esso vi è cresciuto dentro e ne contiene tutta l’essenza che poi rilascia all’interno della bottiglia dove viene messo insieme al Mezcal medesimo.
All’inizio, il mezcal, veniva considerato un liquore allucinogeno, poiché la mescalina, sostanza contenuta in alcune specie di piante dell’agave, era assorbita totalmente dalle larve, che a loro volta trasmettevano al Mezcal un aroma molto particolare. Il Gusano viene ingerito assieme all’ultimo bicchierino di Mezcal ma è anche molto apprezzato nella tradizione gastronomica messicana, poiché ricco di proteine (60%) e di grassi (40%). Servito anche in moltissimi ristorantini tipici, solitamente è mangiato fritto o accompagnato da salse di pomodoro e ragù molto piccanti.Oggi in commercio si trovano, tra gli altri, due differenti e caratteristici tipi di Mezcal: quello che ha all’interno il vermiciattolo (gusano bianco o rosso), e il secondo, versione più moderna, che ha un sacchetto sul collo della bottiglia contenente una polverina color ambra.
Tale polverina è costituita da un mix di sale, spezie aromatiche , peperoncino e vermi gusani liofilizzati, ed ogni qualvolta si ordina un bicchierino di questo Mezcal al bar, il barman prende un pizzico di questa polverina molto particolare e la versa nel bicchiere contenente il distillato.
In Messico esistono circa 160 distillerie di Mezcal, per lo più piccole o piccolissime, quasi tutte in zona Oaxaca, e ci sono circa 80 differenti marchi noti commercialmente.
In Italia attualmente c’è una unica azienda che sta importando esclusivamente Mezcal Doc di svariate selezioni, tutte rigorosamente 100% di Agave Espadin: è la Key Trade Italia (www.iltequila.com - 0734/893712).

bot2.jpgCasa Noble Blanco

Super Premium
100% Agave Azul weber
Colore Cristallino
In bottiglia decanter di vetro soffiato fatta a mano Regione: Jalisco
Contenuto: 750ml.
Gradazione: 40%
Boutique di Cofradia a Puerto Vallarta

bot11.jpgCasa Noble Anejo

Super Premium
100% Agave Azul weber
Produzione limitata
Invecchiato 5 anni in botti di rovere
In bottiglia decanter di ceramica fatta a mano e decorata in lamine d’oro 18k da famosi artisti messicani
Regione: Jalisco
Contenuto: 750ml.
Gradazione: 40%

bot3.jpgCasa Noble Reposado

Super Premium
100% Agave Azul weber
Invecchiato 1 anno in botti di rovere
In bottiglia decanter di ceramica fatta a mano
Regione: Jalisco
Contenuto: 750ml.
Gradazione: 40%
Boutique di Cofradia a Puerto Vallarta

LA DENOMINAZIONE DI ORIGINE DEL TEQUILA E LE TIPOLOGIE DI TEQUILA ESISTENTI

28 Ottobre 2008

Il governo messicano, tramite il Consejo Regional del Tequila e attraverso la firma di accordi internazionali a livello mondiale avvenuti in svariati anni (l’accordo con l’unione europea risale al 1997), permette di chiamare Tequila solo la bibita prodotta  dall’Agave Azul Tequilana Weber, che rispetta nei procedimenti di raccolta e produttivi gli standard qualitativi stabiliti e che viene realizzata esclusivamente in precise regioni del Messico: Jalisco, parte del Michoacan, Guanajuato, Nayarit y Tamaulipas.
La denominazione di origine del Tequila risale al 1977. Oggi, nel mondo, Tequila è solo il prodotto messicano.
Il Consejo Regulator del Tequila stabilisce che per chiamarsi Tequila, la bibita deve avere un minimo di 35° e un massimo di 55% di volume di alcol. Normalmente tutte le tequile esistenti in commercio hanno un grado alcolico che va da 35 a 40 gradi al massimo.
Il Consejo Regulator del Tequila registra e controlla tutti i marchi aderenti esistenti al mondo del Tequila, sia che producono tequila in Messico sia che producono (imbottigliano) all’estero. In quest’ultimo caso il Consejo autorizza solo i produttori che usano tequila comunque prodotto in Messico.
Esistono due organi in Messico per il controllo del Tequila:

1) il Consejo Regulador del Tequila  (fondato nel 1994) ;
2) la Camara Regional de la Industria Tequila (in Guadalajara).

Attualmente ci sono in Messico più di 90 distillerie autorizzate, le quali operano direttamente e con licenze per altre imprese per oltre 900 marchi di tequila.
A seconda della loro natura, ci sono 3 tipi di tequila:

a) Tequila Blanco o Silver. E’ quella trasparente che si ottiene proprio dopo la seconda distillazione prevista “dalla doc”.  Non è invecchiata in botti, viene subito imbottigliata dopo la distillazione. Spesso può essere anche di colore Gold (oro), per effetto di un pigmento naturale che viene aggiunto prima dell’imbottigliamento.

b) Tequila Reposado. Si ottiene tramite la maturazione del tequila blanco in botti di rovere da minimo 2 mesi a massimo 1 anno. Il suo colore tende ad essere imbrunito lievemente andando verso il colore del legno. Il suo sapore tende ad essere più morbido del tequila blanco. E’ il più consumato in Messico.

c) Tequila Anejo. Si ottiene tramite maturazione del tequila blanco in botti di rovere da minimo 1 anno a 2 anni. Di recente è stato disciplinato formalmente anche l’Extra Anejo con maturazione fino a 3 anni. Il suo colore è più scuro del reposado e il suo sapore è molto più marcatamente segnato dal legno dove viene invecchiato.

A seconda della purezza, ci sono 2 tipi di tequila:

a) Tequila Mixto o Blended. E’ il Tequila che non è 100% agave. Quando sulla etichetta del tequila non sta scritto che è un 100% agave significa che è un misto.  Questo significa che è un tequila fatto da zuccheri di agave e da altri zuccheri che vengono mescolati durante la fermentazione del mosto. E’ il tequila più usato in tutto il mondo, è quello normalmente usato per fare i cocktails a base di tequila. L’attuale normativa messicana prevede che perché possa chiamarsi Tequila occorre che contenga al minimo il 51% di zuccheri di agave. La qualità del tequila misto dipende dagli ingredienti utilizzati nella mescola sopra indicata.       Nel caso in cui è imbottigliato fuori dal messico rimane in vigore il precedente limite del 51%.

b) Tequila 100% Agave. E’ il tequila puro. E’ il tequila autentico. E’ il tequila in massima purezza. E’ quello fatto al 100% da zuccheri di agave, ossia solo dalla pianta del tequila. Tutti i tequila 100% agave, per normativa, devono averlo scritto ben visibile sull’etichetta. Nel tequila 100% agave non c’è nessuna aggiunta di altri zuccheri.   Le versioni artigianali del tequila 100% agave sono quelle di maggior pregio.

Il Consiglio Regolatore del Tequila, organismo istituzionale messicano associante obbligatoriamente tutti i produttori di tequila e il governo messicano, supervisionano la qualità del tequila. Solo le sue certificazioni formali garantiscono che il prodotto sia autenticamente 100% agave, se è invasato in origine e che natura ha (blanco, reposado o anejo). Ogni lotto di produzione e di imbottigliamento è attentamente supervisionato e certificato.
Mentre il prodotto misto (Tequila mixto) può essere imbottigliato anche fuori dal Messico, sempre con autorizzazione formale dell’indicato Consiglio, il prodotto 100% agave (Tequila 100% Agave) può essere imbottigliato solo in Messico.

Leggete bene l’etichetta, dunque, quando comprate il Vostro tequila, fate attenzione che ci sia scritto: Tequila 100% Agave.

b1.jpgHerencia Mexicana Anejo

Tequila artigianale - Jalisco
3 anni in botti di rovere. Brillante e cristallino, dal tono ambra con riflessi dorati. Evoca sensazioni di agave cotto. Note di vaniglia e tabacco, con un delicato finale di legno, frutto dei tre anni di paziente invecchiamento.
Contenuto: 750ml.
Gradazione: 40%

bo1.jpgHerencia Mexicana Reposado

Tequila artigianale - Jalisco
12 mesi di invecchiamento in botte. Limpido, brillante, di corpo mediamente robusto. Equilibrato, al naso risaltano fine essenze erbacee e agrumate. In bocca è piacevolmente morbido e persistente, con note finali fruttate e floreali.
Contenuto: 750ml.
Gradazione: 40%

bot1.jpgHerencia Mexicana Blanco

Tequila artigianale - Jalisco
Trasparente e luminoso, con profumi di erba fresca, agrumi e frutta tropicale. Il sapore conferma pienamente la promessa del suo aroma, lasciando in bocca una soave e armoniosa nota di agave.
Contenuto: 750ml.
Gradazione: 40%

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